AFFRONTARE IL PROGRESSO – BEAUTIFUL DEFORMITY
Quando le nostre cinque personalità si uniscono, le
irregolarità emergono. Sono esattamente queste irregolarità che volevamo
enfatizzare.
Int--Questa volta avete deciso il nome dell’album molto
tempo fa.
RUKI: sì, il titolo è arrivato presto. Ci siamo accorti di
cose importanti mentre facevamo il tour per DIVISION.
Durante quel tour abbiamo iniziato a pensare a che tipo di
band avremmo dovuto essere, in che modo avremmo dovuto procedere e tutto ciò ha
portato a quello che stiamo facendo adesso. Credo ci sia venuto in mente verso
la fine del tour. Ci ha fatti pensare riguardo a molte cose. Per primo, è
qualcosa di connesso alla finale del tour per DIVISION, LIVE TOUR12-13
[DIVISION] GROAN OF DIPLOSOMIA FINAL MELT at Saitama Super Arena.
Int- “MELT” significa sciogliere, dissolvere o
collassare. E da lì è venuto fuori “ BEAUTIFUL DEFORMITY”
RUKI: Sì. All’inizio abbiamo pensato di chiamarlo solo
“DEFORMITY”, che ha un qualcosa che assomiglia a “MELT”. Seguendo quel filo,
abbiamo pensato a come il prossimo album e il prossimo tour sarebbero dovuti
andare. DEFORMITY è ciò che ci consideriamo. E da lì ho pensato all’espressione
“beautiful deformity”. E’ qualcosa di splendidamente scollegato. Come noi
cinque. Quando le nostre cinque personalità si uniscono nascono delle
irregolarità. Sono proprio queste irregolarità che ho voluto enfatizzare.
Int- E’ anche connesso col lavoro artistico della cover?
Sembra che ci siano diversi animali sovrapposti.
RUKI: penso che gli animali nella cover dovrebbero davvero
notarsi. Inoltre, l’idea di mettere gli animali nella cover l’ho avuta già
molto tempo fa. Ho scambiato ciò con l’altro tema che avevamo questa volta: “le
irregolarità di cinque personalità”.
Int- in questo album ci sono canzoni scritte da ciascun
membro, è anche questo parte del tema?
RUKI: Sì. E’ una delle cose su cui è incentrato.
KAI: Nel momento di discutere le canzoni per la prima volta,
Ruki propose “questa volta mettiamoci canzoni di ciascuno di noi.” Dopo ciò ci disse
del significato del titolo e di come l’artwork sarebbe dovuto essere. Ci mostrò
le idee che voleva trasmettere con ciò, scrivendo tutto su carta. Era chiaro
che sarebbe stato un modo completamente diverso di procedere.
Int- è insolito. Di solito sembra che abbiate un concetto
chiaro e che la creazione delle canzoni sia diretta verso esso. Ma, questa
volta, state dicendo che l’album è il risultato di canzoni messe assieme? Ciò
vuol dire che inizialmente non sapevate cosa ne sarebbe venuto fuori?
RUKI: Sì, non sapevamo affatto come sarebbe venuto.
Int- di solito create canzoni che sono appropriate per il
tema dell’album e ovviamente le create avendo in mente ciò che è appropriato ai
GazettE, ma questa volta anche la composizione è stata abbastanza libera,
giusto?
RUKI: Sì, ma nel momento in cui abbiamo messo mano sulle
prime canzoni, è stato come sempre, come se ciascuno di noi avesse portato
canzoni fatte apposta per ciò che è appropriato alla mentalità dei GazettE.
KAI: è vero anche per me. Ho composto avendo in mente
“qualcosa di davvero grande che facevamo come i GazettE”
AOI: penso che dal momento che faccio canzoni immaginando
come sarebbero quando la voce di Ruki viene aggiunta alla fine, senza esserne
veramente consapevole, finiscono per venire fuori in modo naturale come canzoni
che si addicono ai GazettE.
URUHA: dopotutto, sono canzoni che suoneremo come GazettE,
perciò inconsciamente ci hai pensato.
Int- quanto spesso avete avuto un incontro per le selezioni
delle canzoni?
KAI: per quest’album 4 volte. Durante queste,, le cose hanno
gradualmente iniziato a prendere forma.
AOI: dal momento che abbiamo dovuto metterci canzoni di
tutti noi, è andata così: quelli che avevano già una canzone che era stata
accettata uscivano dal meeting e iniziavano a lavorare sul terminare le loro
canzoni.
RUKI: ci siamo trovati in una situazione in cui dovevamo
incontrarci ogni settimana per mettere mano alle canzoni. Facevamo incontri per
selezionare le canzoni e allo stesso tempo eravamo in fase di pre-produzione.
URUHA: in altre parole, se non ci sono abbastanza incontri
per selezionare le canzoni, non viene raggiunta una precisione. Questa è una
peculiarità della nostra band. Non ce ne può essere solo uno. Di solito si
arriva a due incontri, ma questa volta ne avevamo quattro alla settimana, ciò
ha cambiato completamente il corso di tutto e siamo stati in grado di trovare
un sentiero comune appropriato. E’ stato molto diverso rispetto agli altri
album.
Int- ho il presentimento che sarà facile immedesimarsi in
quest’album e ascoltarlo, anche per le persone che vi ascoltano per la prima
volta e sento che il motivo principale di ciò siano REDO, LAST HEAVEN e TO
DAZZLING DARKNESS, che risaltano come canzoni a tempo moderato.
AOI: Sì, ultimamente i GazettE sono stati cospicui con roba
pesante, ma siamo anche una band che vi farà rivolgere completamente l’attenzione
a canzoni come quelle. Anche questo è qualcosa che vogliamo veramente mostrare.
Int- durante il tour per DIVISION avete arrangiato questo
tipo di canzoni a metà ( NdA. né troppo lente né troppo “pesanti”).
RUKI: Sì. Penso che il modo in cui vogliamo presentarle
questa volta venga da quell’esperienza. REDO e LAST HEAVEN stanno insieme, ma
abbiamo messo TO THE DAZZLING DARKNESS nella seconda metà. Abbiamo preso in
considerazione l’equilibrio di come il tutto sarebbe defluito.
URUHA: era il rapporto appropriato.
KAI: a proposito, REDO è stata composta da me, LAST HEAVEN
da Ruki e TO DAZZLING DARKNESS da Uruha.
Int- REDO è una canzone insolita. E’ da tanto che non fate
canzoni a tempo moderato tanto chiare. Penso abbia l’impressione di trascendere
le barriere del genere rock, o ti faccia pensare “riescono a fare anche questo
tipo di canzoni!”
KAI: sono felice di sentire ciò. Il modo in cui l’ho pensata
non è esattamente un completo cambiamento, ma una canzone che ho creato avendo
in mente un progresso.
Int—penso che REDO sia un vero nuovo stile per i GazettE, ma
la parte romantica di chitarra che vi è inserita si addice ai GazettE.
URUHA: Sì. E’ qualcosa che non facevamo da tempo. Ho
immaginato una parte di chitarra che sarebbe stata semplice da ascoltare come
canzone e l’ho suonata con molta semplicità.
Int—il modo in cui le chitarre sono presentate in LAST
HEAVEN è lo stesso. Molto fresco e ne sono stato molto attratto. Come se nella
profonda presentazione delle chitarre acustiche ed elettriche avessi sentito la
gravità della band, che ha avuto 11 anni alle spalle.
RUKI: ahahahah. Sembrava detta da un uomo anziano (ride). E’
una cosa positiva per questa canzone!
AOI: credo sia perché presentare le chitarre in questo modo
sia stata una sfida. Perché finora abbiamo cercato di rendere buone le canzoni
accordando un tono qua e là, ma questa volta abbiamo fatto tutto il contrario e
ci siamo ridotti al timbro in generale. Come frase musicale è tendente al
blues, ma anche all’Enka (1) ed è questo che penso la renda speciale (ride).
URUHA: La chitarra si è rivelata piuttosto elegante.
Int—porta con sé davvero una buona sensazione. E riguardo
alla sequenza sembra che l’A-side finisca con LAST HEAVEN e la B-side inizi dalla
ottava canzone, LOSS.
AOI: penso sia così. Volevamo che tutto l’album procedesse
come farebbe un live, perciò quel punto sarebbe la parte centrale del live.
Int—a proposito, chi ha composto il resto delle canzoni?
KAI: MALFORMED BOX, INSIDE BEAST e UNTIL IT BURN OUT le ha composte Ruki, DEVOURING
ONE ANOTHER è di Aoi, FADELESS di Ruki, LOSS e THE STUPID TINY INSECT sono di
Uruha, IN BLOSSOM di Aoi, Karasu di Reita, Kuroku sunda sora to zangai to
kataba di Ruki e CODA è di Uruha.
RUKI: per noi, è come se tutte le canzoni portassero alla
luce ciascuna delle nostre personalità. THE STUPID TINY INSECT è molto alla
Uruha.
Int—per i fan, questa sarà la canzone che gli farà pensare “questo
è ciò che mi aspettavo!”
URUHA: sono felice che la pensi così. TO DAZZLING DARKNESS
ha invece una sensazione diversa in sé, ma sono felice che entrambe siano nell’album
ed emanino la propria particolare sfumatura.
Int—CODA è qualcosa di completamente nuovo.
URUHA: non è una canzone di per sé, ma dovrebbe essere
considerata come SE.
Int—DEVOURING ONE ANOTHER è una pesante, canzone industrial.
Sembra che abbia elementi del west ed è così un’altra nuova direzione.
AOI: Sì. TOXIC e DIVISION avevano molti elementi
elettronici, come elementi dub-step, qualcosa che io non avevo nelle mie radici
musicali, e credo che questo sia un cambiamento personale che deriva da lì. All’inizio
li ho rifiutati tutti pensando “non capisco questi generi” ma, interpretandoli
a modo mio, sono riuscito a capirli. E’ facile respingere qualcosa dicendo che
non lo capisci, ma volevo capirli veramente e in modo appropriato, a modo mio,
e questa canzone è una specie di risposta a ciò.
Int—Quindi è per ciò che sembra così nuova.
AOI: paragonata a questa, IN BLOSSOM è una canzone che mi è
venuta molto naturale. Ho scritto questa canzone mentre eravamo in tour a
Yamagata, perciò è un prodotto di Yamagata (ride).
Int—Karasu, che comincia col basso, è una canzone che ha
elementi punk, anche questa è una nuova sfumatura.
AOI: secondo Reita, il tema era funk.
REITA: Yep ( ride).
Al meeting per la selezione delle canzoni, avevamo già deciso le canzoni di
tutti ed eravamo rimasti solo io e Kai. Eravamo arrivati al quarto incontro e le
canzoni che avevamo già stabilito avevano già il loro posto nell’ordine delle
canzoni, perciò ho avuto l’incarico di comporre la canzone che sarebbe venuta prima
di LAST HEAVEN o di Kuroku sunda sora to zangai to kataba (ride). E,
inizialmente, ero incaricato della canzone prima di LAST HEAVEN, che avrebbe
dovuto essere una canzone coinvolgente; ovviamente ho fatto il mio meglio per
realizzare una canzone che vi si agganciasse e l’ho presentata, ma non è
passata affatto. Tutti continuavano a chiamare “ladra” la canzone che avevo
portato, dal momento che ho finito per portare un tipo di canzone furtiva dal
punto di vista del basso. Volevo anche comporne una che suonasse come una
canzone popolare, ma dal momento che miravo a troppo ho pensato, perché non
fare semplicemente una canzone che comincia col basso, più spontanea, e così
nacque questa canzone.
Int—Dal punto di vista del basso, ha un approccio molto
diverso dalle composizioni in DIVISION che avevano elementi dub-step in esse,
non è vero?
REITA: lo è. Questa volta ho il forte presentimento di
essere riuscito “ a suonare il basso”. Nell’ultimo album sembrava che ci fosse
solo una parte di suoni bassi e questa volta ho avuto l’impressione di riuscire
a prendere il controllo e divertirmi suonando.
Int—capisco. Ci sono molte variazioni nelle canzoni questa
volta. Parlando di entrambi, l’album e le variazioni delle canzoni, non si
avvicina così tanto a TOXIC e DIVISION, ma di più ai vecchi album prima di DIM,
perciò STACKED RUBBISH e NIL.
RUKI: Sì. E’ certamente così. Non avevamo in mente un’immagine
ideale quando abbiamo iniziato, perciò nel momento in cui era finito sembrava
veramente qualcosa di “fresco”. Quando io stesso l’ho ascoltato, mi è sembrato
davvero nuovo. E anche qualcosa di veramente semplice da ascoltare. Dal momento
che questo non è un album di concetto, il modo in cui presenteremo il tutto dal
vivo probabilmente cambierà rispetto a prima. Durante questo tour, che
comincerà a novembre, l’esperienza che abbiamo acquisito durante il tour all’estero
dove facevamo live in una volta sola, si rivelerà un nuovo modo per incantarvi.
Perciò voglio che non vediate l’ora.
NOTE --
(1) Enka
English translation from http://heresiarchy.tumblr.com/post/64757691103/va-tsutaya-nov-2013-the-gazette-interview
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